FOTO CON AUDIODESCRIZIONE v00


SEZIONE 1 : Dalla Terra alla Tavola

A_Introduzione_Dalla Terra alla Tavola

Dalla Terra alla Tavola

C’è un filo che unisce la terra al gesto, il gesto al sapere, il sapere alla tavola. Questa sezione lo segue passo dopo passo, entrando nei luoghi dove il cibo nasce, prende forma e diventa racconto condiviso.

Si comincia nel microbirrificio del quartiere Moretta di Alba, dove il luppolo verde viene prelevato con gesti precisi e coordinati per essere messo in una piccola cisterna dove viene prodotta la birra. Uno insegna, l’altro impara: il vapore acqueo sale dal serbatoio e il tempo rallenta attorno a quel gesto semplice.

Poi si entra nel caseificio nei pressi di Costigliole d’Asti, dove una persona spiega le fasi della lavorazione del formaggio. Il latte è già in trasformazione, il legno degli utensili porta i segni del mestiere e chi ascolta osserva con attenzione. Sulla stessa soglia si apre un buffet imbandito: formaggi disposti a ventaglio, formaggi freschi immersi nel loro liquido, salumi e una piccola zucca irregolare.

Il cammino prosegue verso un’azienda apicola albese, dove un uomo avvicina il viso a un favo di cera color ambra, composto da celle esagonali. Intorno, le arnie colorate si allineano lungo un sentiero collinare.

Si attraversano poi i noccioleti e le vigne del circondario di Alba. Il percorso si conclude in un giardino del Centro Ferrero di Alba, dove tre persone stanno attorno a un alambicco in rame, con le mani nelle erbe aromatiche e il profumo della lavanda che si diffonde nell’aria.

Guardando queste immagini si capisce che si impara insieme: dagli altri e con gli altri, perché in ogni gesto c’è qualcosa che può essere trasmesso.

Raffaella Giampà, Gianpiero Sardo

001 PREPARAZIONE DELLA BIRRA

Preparazione della birra

Insegnamenti sul lùppolo

Microbirrificio nel quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è naturale e bianca: entra da un portone a vetri e si diffonde in modo uniforme, illuminando volti e superfici metalliche con riflessi morbidi sull’acciaio.

All’interno del microbirrificio, due persone si trovano accanto a una piccola cisterna in acciaio, alta circa un metro, dotata di un’apertùra superiore circolàre, di circa 30 centimetri, utile per l’inserimento degli ingredienti.

La persona a sinistra, con barba e maglietta scura, sostiene una vaschetta trasparente colma di lùppolo verde; nella mano destra ne tiene una piccola quantità. La persona accanto avvicina la mano e ne preleva una parte.

Il gesto è preciso e coordinato. Intorno sono visibili tubi, leve, cavi e componenti della piccola cisterna per la produzione della birra.

Dall’apertùra del serbatoio si solleva un leggero vapore acqueo.

Uno insegna con calma, l’altro impara provando insieme, condividendo il gesto.

Raffaella Giampà


002 L’ingrediente fondamentale della birra

L’ingrediente fondamentale della birra

Dosaggio del luppolo

Microbirrificio nel quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è diffusa e uniforme: si riflette sulle superfici metalliche e sulle piastrelle chiare, illuminando senza creare ombre marcate.

L’uomo ha i capelli corti, rasati ai lati, e indossa una felpa nera con cappuccio e strisce rosse sulle maniche. È in piedi accanto a una piccola cisterna in acciaio alta circa un metro, con un’apertura superiore circolare per l’inserimento degli ingredienti. Il corpo è orientato verso l’impianto e lo sguardo verso il mastro birraio, fuori campo.

Un contenitore trasparente con pellet di luppolo verde è appoggiato sulla cisterna: la mano sinistra lo ferma, mentre la destra affonda le dita nel contenuto prelevandone una piccola quantità.

L’uomo è davanti all’apertura circolare della cisterna, di circa 30 cm di diametro. Il gesto è preciso e preparatorio: il luppolo non è ancora inserito, ma dosato prima dell’operazione. La scena comunica attenzione e ascolto.

Raffaella Giampà


003 VISITA AL CASEIFICIO

VISITA AL CASEIFICIO

Produzione del formaggio

Caseificio nei pressi di Costigliole d’Asti, Asti.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce naturale è intensa: entra dalla piccola finestra aperta in alto a sinistra e da altre fonti laterali fuori campo. Si diffonde uniformemente nell’ambiente, riflettendosi sulle superfici in acciaio e sulle piastrelle chiare, creando ombre leggére; e ben distribuite.

All’interno del caseificio, tre persone si trovano attorno a un banco di lavoro in acciaio. A destra, un uomo con cappello e maglietta bianca è in piedi vicino a un grande tino circolàre aperto. Tiene in mano un contenitóre azzurro e compie un gesto esplicativo, illustrando una fase della lavorazione.

In primo piano è appoggiato un contenitóre circolàre in legno con il latte in trasformazione, sul quale è posato trasversalmente un lungo utènsili, sempre in legno. Le altre due persone, posizionate sulla sinistra dell’inquadratura, osservano la spiegazione con attenzione.

Intorno sono visibili macchinari in acciaio, contenitori impilati e vari strumenti da lavoro tipici dell’ambiente caseario.

L’immagine trasmette un forte senso di concentrazione e curiosità. L’atteggiamento dell’artigiano comunica dedizione e passione per il proprio mestiere, evidenziando il valore della trasmissione pratica del sapere. Chi ascolta mostra un sincero coinvolgimento, restituendo l’atmosfera di un momento di apprendimento condiviso.

Raffaella Giampà

004 BUFFET AL CASEIFICIO

BUFFET AL CASEIFICIO

Tavolo imbandito

Caseificio nei pressi di Costigliole d’Asti, Asti.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce naturale entra dalla finestra sulla sinistra, filtrata da tende leggére;, e si diffonde uniformemente sul tavolo in legno, creando riflessi sulle superfici senza ombre nette.

In primo piano, su un piano di legno, spiccano fette sottili di formaggio disposte a ventaglio, accanto a un trancio compatto e a piccoli frammenti tagliati. Poco più avanti, un secchiello cilindrico in legno contiene mozzarelle bianche e tonde immerse nel loro liquido.
Sullo sfondo si susseguono altri taglieri con salumi, formaggi e piccoli elementi naturali, come foglie verdi e una piccola zucca dalla superfìcie irregolare.

È una composizione che invita a immaginare i profumi della lavorazione artigianale e a pregustare un momento di autentica convivialità.

Raffaella Giampà

005 VISITA AD UN’AZIENDA APICOLA

VISITA A UN’AZIENDA APICOLA

Il favo: celle esagonali di miele

Azienda apicola albese.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è diffusa e riflessa dalle pareti arancioni dell’edificio sullo sfondo, illuminando i soggetti senza creare ombre nette.

Tre uomini siedono all’esterno. L’uomo in primo piano, con occhiali neri e tuta blu scuro, regge tra le mani un telaio rettangolare in legno chiaro, lungo circa 44 centimetri e alto 16. Al centro del telaio, un favo di cera color ambra mostra la sua fitta trama di celle esagonali, ognuna con un diametro standard di circa 5 millimetri. L’uomo inclina la testa verso il basso, portando il viso vicino alla superfìcie della cera.

In secondo piano, altri due uomini con giacca grigia e blu osservano con attenzione verso un punto esterno all’inquadratura.

L’immagine invita a percepire la consistenza geometrica delle celle e il profumo intenso del miele, celebrando l’incontro tra l’uomo e il lavoro preciso delle api.

Raffaella Giampà

006 L’apiario lungo il sentiero collinare

L’apiario lungo il sentiero collinare

Le arnie: casette delle api

Azienda apicola albese.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

La luce naturale è diffusa e filtrata dalle fronde degli alberi. Su un prato in pendenza sono allineate diverse arnie rettangolari in legno, sollevate dal suolo da una struttura metallica.

In un ambiente esterno, da sinistra a destra si distinguono: un’arnia rossa con coperchio bianco, una decorata con disegni variopinti e una bianca con il bordo superiore verde. Una quarta arnia dai colori gialli e rossi si scorge in lontananza.

In primo piano spuntano dal terreno foglie verdi, lunghe e sottili. Sulla destra si snoda un sentiero di terra battuta, mentre lo sfondo è occupato da una vegetazione fitta di alberi e cespugli.

L’immagine invita a percepire il ronzio operoso delle api che anima queste architetture colorate, testimoni di un legame fisico tra il lavoro dell’uomo e il ritmo della natura.

Raffaella Giampà

007 Camminata tra i noccioleti

Camminata tra i noccioleti

In marcia sul tracciato erboso

Azienda corilicola albese.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce solare cade dall’alto, creando ombre scure dai contorni netti sul sentiero erboso. Il percorso sale leggermente tra due file di nocciòli alti circa tre metri, le cui foglie ovali formano pareti verdi compatte ai lati del passaggio.

Un gruppo di venticinque persone cammina in fila lungo una lieve salita. In primo piano avanzano tre uomini: a destra uno con maglia grigia e zaino; al centro uno in maglia rossa che stringe un foglio bianco; a sinistra uno in maglia azzurra con cappello chiaro. Quasi tutti i partecipanti indossano un cappellino con visiera. Dietro di loro, la fila degli escursionisti segue il corridoio naturale tra le piante.

L’immagine cattura il movimento collettivo, invitando a percepire il suono ritmico del calpestio sull’erba e il profumo fresco dell’aria aperta e della terra.

Gianpiero Sardo

008 Nel laboratorio delle nocciole

Nel laboratorio delle nocciole

Spiegazione

Azienda corilicola albese.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce si diffonde dalle pareti bianche e dalle superfici metalliche del laboratorio, illuminando la stanza senza creare ombre profonde. Al centro, una donna e un uomo sono in piedi di fronte a un banco in acciaio.

La donna, a sinistra, ha capelli castano rossiccio e indossa occhiali; tiene un panno bianco e gesticola mentre descrive la lavorazione. L’uomo, con capelli bianchi e giacca blu, la osserva con lo sguardo attento. Sul piano di lavoro dietro di loro si trovano piccoli sacchetti di iuta con nocciole e una confezione sottovuoto di frutti già sgusciati. Un pannello tecnico con due interruttori rossi e un display è fissato alla parete.

L’immagine comunica precisione e cura, invitando a immaginare la consistenza dei gusci e il valore della conoscenza condivisa all’interno del laboratorio artigianale.

Raffaella Giampà

009 VISITA IN VIGNA

VISITA IN VIGNA

Esplorazione

Vigna nel circondario di Alba.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

La luce è naturale e diretta, tipica di una giornata soleggiata: illumina il sentiero e i filari in modo uniforme, con ombre leggére e ben definite.

Un sentiero di terra battuta attraversa i filari di vite. In primo piano, un uomo con capelli bianchi e corti indossa un cappellino, occhiali da sole verde brillante e uno zaino blu. Sopra i jeans porta una felpa arancione legata in vita. Con entrambe le mani stringe un fascio di rami secchi della vite, lunghi e sottili.

Il sentiero è fiancheggiato da piante di vite sostenute da pali in legno piantati a intervalli regolari. Sullo sfondo, la collina è interamente coperta da filari che formano una trama ordinata di linee parallele.

La scena restituisce una percezione concreta della superfìcie ruvida del legno secco tra le dita e del profumo della terra scaldata dal sole, evidenziando il legame fisico con il ciclo della natura.

Raffaella Giampà

010 Passeggiata tra i filari

Passeggiata tra i filari

In cammino verso valle

Vigna nel circondario di Alba.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

Il sole illumina un sentiero di terra battuta che si snoda tra i filari di viti. Una donna e un uomo camminano affiancati, tenendosi per mano. Lui indossa uno zaino e abiti scuri, lei un abbigliamento in jeans chiaro. Entrambi avanzano con lo sguardo rivolto al terreno.

Ai lati, le piante di vite sono sostenute da file di pali in legno ordinati, che disegnano linee regolari seguendo la forma della collina. Sullo sfondo, il percorso di terra prosegue salendo fino alla cima del rilievo coltivato.

Si può immaginare la consistenza solida ma non regolare del sentiero di terra, interrotta da ciuffi d’erba sotto le scarpe, il profumo delle foglie di vite e della terra asciutta esposte al sole, evidenziando il contatto fisico con l’ambiente agricolo.

Raffaella Giampà

011 PIANTE AROMATICHE E DISTILLAZIONE

PIANTE AROMATICHE E DISTILLAZIONE

Lezione sulle piante aromatiche

Centro di riabilitazione Ferrero, Alba.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, sotto la luce naturale illumina un’area verde adiacente a un edificio. Tre persone sono riunite attorno a un tavolo coperto da una tovaglia turchese, di un vivace verde-azzurro. A sinistra, una donna dai capelli scuri e un uomo con il cappellino osservano con attenzione piccoli frammenti di foglie che tengono tra le dita. A destra, un uomo dai capelli bianchi parla accompagnando le parole con una mano alzata.

Sul tavolo sono disposti i materiali per la lezione: le parti di un alambicco in rame lucido e una piastra elettrica su cui poggia un recipiente circolàre di circa 40 centimetri di diametro. Sono presenti inoltre diverse bottiglie, vasetti di vetro e abbondanti mazzi di piante aromatiche fresche con piccoli fiori chiari.

Si può immaginare il profumo delle erbe che si diffonde nell’aria durante la spiegazione e la consistenza sottile dei petali dei fiori e delle erbe che rendono vivo il contatto con la natura.

Raffaella Giampà

012 DETTAGLIO DEL distillatòre

DETTAGLIO DEL distillatòre

Fiori di lavanda nel cestello

Centro di riabilitazione Ferrero, Alba.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, sotto la luce naturale di un giardino, la scena mostra un tavolo da lavoro coperto da una tovaglia turchese.

Al centro, sopra una piastra elettrica bianca e nera, poggia una padella in alluminio larga circa 40 centimetri. All’interno della padella è inserito un contenitóre in rame che ospita un cestello forato in acciaio. Dentro il cestello sono adagiati rami di lavanda con piccoli fiori viola e steli verdi.

Attorno al contenitóre si vedono mazzi di erbe aromatiche verde brillante e, sulla destra, altri pezzi dell’alambicco in rame smontati.

Si può immaginare il profumo di lavanda che si diffonde dal cestello. Si può inoltre immaginare il contrasto tra il metallo liscio e freddo e la consistenza morbida dei piccoli fiori viola.

Raffaella Giampà

013 Piante aromatiche e distillazione

Piante aromatiche e distillazione

Il tavolo della distillazione

Centro di riabilitazione Ferrero, Alba.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, sotto la luce naturale di un giardino, la scena mostra un tavolo coperto da una tovaglia turchese. In primo piano, a sinistra, si trova un mucchio abbondante di foglie verdi e fresche dai bordi crespi. Al centro, sopra una piastra elettrica appoggiata su un’asse di legno, poggia una padella metallica larga circa 40 centimetri. All’interno è posizionata la parte superiore di un distillatòre in rame lucido, dalla forma conica come un cappello a punta, con un lungo tubo inclinato verso il basso.

Accanto si vedono un recipiente in rame più piccolo, una bottiglia di olio e alcuni vasetti. Sul fondo, un cestino rosso raccoglie erbe secche e chiare. Tutto è pronto per l’estrazione delle essenze.

Si può immaginare il profumo fresco di erbe di campo che si diffonde nell’aria e la superfìcie liscia e fredda del rame lucido tra le dita.

Raffaella Giampà


SEZIONE 2: Orizzonti e Montagnaterapia

B_Introduzione Orizzonti e Montagnaterapia

Orizzonti e Montagnaterapia

La montagna non è solo un luogo. È un modo di stare, un ritmo che si impara passo dopo passo. Questa sezione racconta il cammino come esperienza condivisa, tra fatica, orientamento e fiducia.

Si parte da Monteu Roero, dove un uomo indica un cartello bianco: l’inizio del Sentiero dei Castagni Secolari. Poco più avanti, sette persone abbracciano la Castagna Granda, un albero di oltre quattrocento anni. Il tronco è largo, solido, vivo. Dai rami scendono corde colorate: diventano guide per le mani, portando a terra ciò che non si può vedere.

Il gruppo si muove insieme. Usa bussola e cartina, attraversa fango, rallenta quando serve. Ogni passo richiede attenzione. Si incontra un cavallo, che avvicina il muso a una mano tesa. Si arriva a tavola, in silenzio, nella campagna.

Qui il cammino non è una prova, ma un modo per esserci.
Si va avanti insieme, perché da soli si va più veloci, ma insieme si arriva più lontano.

Raffaella Giampà, Gianpiero Sardo

014 ESCURSIONE TRA I CASTAGNI

Escursione tra i castagni

leggére il cammino

Monteu Roero, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale illumina un muro di cemento grigio e ruvido lungo un sentiero. Un uomo con i capelli grigi molto corti indossa una felpa rossa vivace, pantaloni blu e uno zaino nero con gli spallacci stretti sul petto. Porta occhiali con una montatura verde acceso.

L’uomo è rivolto verso un cartello bianco fissato alla parete, che indica l’inizio del “Sentiero dei Castagni Secolari”. Solleva il braccio destro e punta il dito direttamente su una scritta del cartello, come per identificare con precisione la direzione.

Si può immaginare la superfìcie porosa e fredda del muro di cemento e la sensazione del cartello liscio sotto la punta delle dita. Si avverte la concentrazione prima di avviarsi nel bosco.

Raffaella Giampà

015 ABBRACCIO AL CASTAGNO MONUMENTALE

Abbraccio al castagno monumentale

In cerchio attorno all’antico albero di oltre 400 anni

Sentiero dei Castagni Secolari, Monteu Roero, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale filtra tra le fronde di un bosco del Roero, illuminando un tappeto di foglie secche. Al centro domina la scena la “Castagna Granda”, un gigante della natura con un tronco dal diametro di circa 3 metri e 30 e una circonferenza alla base che supera i dieci metri. Sopra il gruppo si espande una chioma maestosa e vastissima, i cui rami massicci si aprono verso l’esterno coprendo un’ampia porzione di cielo con un fitto intreccio di foglie verdi.

Sette persone circondano l’albero in un abbraccio collettivo. Sono disposte in cerchio, con i palmi aperti contro la corteccia grigia, rugosa e segnata dal tempo, o con le mani intrecciate per formare una catena umana che rende concreta l’immensità del tronco.

Andando oltre l’abbraccio e la condivisione, emerge il dettaglio che rende questo luogo un esempio di accessibilità universale. La chioma, così alta e lontana dal tatto, viene “portata a terra” dalle corde gialle e rosse che scendono verticalmente dai rami. Queste corde sono guide tattili che permettono a chi non vede di percepire l’esatta proiezione dell’albero al suolo, comprendendo l’enorme ampiezza dei rami che si estendono sopra di sé. Il forte contrasto cromatico delle corde aiuta inoltre le persone ipovedenti a orientarsi meglio nel chiaroscuro del bosco.

A sinistra, accanto al tronco, è presente una piccola scatola verde che funge da postazione sonora, pronta a dare voce alla natura attraverso racconti audio.

Si può immaginare la superfìcie solida del legno secolare sotto i palmi e il profumo umido di terra e muschio. Qui, il contatto fisico e la tecnologia si fondono, permettendo a chiunque di percepire la forza e la storia di questo gigante silenzioso.

Raffaella Giampà

016 BUSSOLA E CARTINA

Bussola e cartina

Nozioni per orientarsi

Trezzo Tinella, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la scena si svolge sotto una luce naturale intensa, in un punto panoramico da cui si ammira lo sfondo delle colline delle Langhe sfumate in un cielo terso. Tre uomini sono riuniti attorno a una cartina topografica, pronti per il cammino. Indossano abiti tecnici, di materiale sintetico e cotone, prevalentemente in tonalità di grigio, blu scuro e nero, con zaini pronti per il cammino.

A sinistra, un uomo con un cappellino blu regge la carta, piegandosi in avanti per esaminarla. Al centro, un compagno dai capelli grigi segue l’azione con attenzione. E a destra, un terzo uomo con un cappellino nero e uno zaino scuro osserva la mappa con un’espressione concentrata. Insieme utilizzano una bussola per orientarsi. Le mani dei due uomini davanti sono vicine e coordinate nel gesto di indicare un punto preciso sulla carta topografica.

Si può immaginare il fruscio della carta sottile tra le dita e la superfìcie liscia e fredda della bussola. Si percepisce il calore del sole sulla pelle e il senso di intesa che nasce nel decidere insieme la direzione da seguire.

Gianpiero Sardo

017 IL GRUPPO INCONTRA UN TRATTO FANGOSO

Il gruppo incontra un tratto fangoso

Cammino lento

Trezzo Tinella, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale filtra tra le fronde degli alberi, creando riflessi sulle pozzanghere e zone d’ombra sul sentiero. L’immagine ritrae un percorso boschivo dove il fango scuro è segnato da profonde tracce di pneumatici. Sulla destra dell’immagine, 8 persone avanzano in fila lungo una striscia di terra solida di circa 50 centimetri, situata tra i solchi fangosi e la vegetazione. In primo piano, un uomo con cappellino bianco e maglietta blu cammina a testa bassa valutando ogni passo. Dietro di lui, una donna solleva i bastoncini da trekking per evitare il suolo fangoso.

Questa fotografia comunica concentrazione e rispetto per il territorio. La cura nel mantenere l’equilibrio lungo il margine del sentiero richiama il procedere stesso della vita, adattandosi al ritmo lento e necessario dettato dal bosco.

Gianpiero Sardo

018 L’INCONTRO CON IL CAVALLO

L’incontro con il cavallo

Uomo dà dell’erba ad un cavallo

Cascina Pavaglione, Frazione San Bovo, Castino, Cuneo

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

La luce è naturale e intensa, tipica di una giornata primaverile, e illumina la scena dall’alto con ombre leggére ma definite. Al centro della scena c’è un cavallo baio rossastro, in piedi su un terreno misto di terra asciutta e erba. Ha una macchia bianca sul muso e la coda scura. Abbassa il capo verso sinistra per prendere del cibo. Sul lato sinistro, un uomo si sporge oltre una corda che delimita il recinto e tende la mano con un ciuffo d’erba. Indossa una maglietta rossa, un cappellino giallo e uno zaino scuro. Tra lui e il cavallo si trovano un tronco di legno e un secchiello di plastica scuro appoggiato a terra. La corda è sostenuta da un palo. Sullo sfondo si vedono edifici rurali con tetti in coppi, alberi verdi e alcune persone in lontananza.

Questa fotografia comunica il legame tra uomo e animale nella natura. Racconta di un momento di sosta e interazione genuina, celebrando il rispetto per gli animali e la bellezza dell’esplorazione a piedi.

Gianpiero Sardo

019 PAUSA PRANZO

PAUSA PRANZO

SOSTA NEI LUOGHI DI BEPPE FENOGLIO

Cascina Pavaglione, frazione San Bovo, Castino, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è diffusa e uniforme, illuminando senza ombre nette il cortile in pietra e il verde circostante. L’immagine ritrae l’esterno di una cascina dai tetti in coppi, dove 21 persone sono riunite in un clima di sosta. Sulla destra dell’immagine, alcuni escursionisti siedono attorno a tavoli verde scuro e sedie rosse, consultando fogli e sistemando gli zaini. Al centro e sulla sinistra, altri partecipanti in piedi si occupano dei preparativi per il pranzo, con borse e sacchetti ancóra chiusi appoggiati sui tavoli. Lungo il bordo della strada, altre persone arrivano cariche di borse, pronte a unirsi al gruppo.

Questa fotografia comunica un senso di comunità e di pace. Racconta il valore della sosta dopo il cammino in un luogo carico di memoria letteraria. La disposizione libera delle persone nello spazio suggerisce un’armonia spontanea, dove la fatica dell’escursione lascia il posto al piacere del ritrovarsi nel silenzio della campagna.

Gianpiero Sardo

020 PRENDERSI CURA DURANTE IL CAMMINO

Prendersi cura durante il cammino

Gesto di attenzione

Cascina Pavaglione, frazione San Bovo, Castino, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è limpida e diffusa, mettendo in risalto i volti e i dettagli degli abiti dei protagonisti. L’immagine ritrae tre persone in sosta nel cortile della cascina. Al centro un uomo indossa una maglietta rossa e uno zaino nero. Sulla sinistra dell’immagine una donna in maglietta bordeaux sistema con cura le cinghie dello zaino dell’uomo. Sulla destra dell’immagine una seconda donna in polo blu osserva il gesto con espressione serena. Sullo sfondo si scorgono i tavoli della sosta e altri escursionisti nel verde.

Questa fotografia comunica solidarietà e vicinanza. Racconta come la cura reciproca trasformi la fatica in un’esperienza condivisa, ricordando che l’attenzione verso l’altro è fondamentale in ogni percorso, dentro e fuori dal sentiero.

Gianpiero Sardo


021 ESCURSIONE IN VALLE GRANA

Escursione in Valle Grana

Inizio del percorso alpino

Castelmagno, Cuneo, Valle Grana.

Fotografìa verticàle a colòri, 22 per 33 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 30 per 40 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è chiara e diffusa, priva di ombre marcate, e mette in risalto i toni dei pascoli alpini. L’immagine ritrae un ampio paesaggio all’inizio di un sentiero. In basso, una fila ordinata di persone percorre una passerella in legno, muovendosi da destra verso sinistra. Poco dopo, il gruppo cambia direzione e risale il pendio erboso. La scia di camminatori forma una diagonale nell’erba alta, disegnando uno zig-zag naturale verso la parte alta e sinistra dell’inquadratura. In lontananza si vedono alcune mucche al pascolo e una sottile statua della Madonna che emerge dal verde.

Questa fotografia comunica il senso dell’inizio e della scoperta. Racconta la determinazione per affrontare la salita e l’armonia di un gruppo in sintonia con la montagna. La linea dei camminatori suggerisce una progressione lenta e costante, riducendo la distanza tra il fondovalle e le vette, in un dialogo silenzioso con la natura circostante.

Gianpiero Sardo

022 IN CAMMINO DAL SANTUARIO DI SAN MAGNO

In cammino dal Santuario di San Magno

Il gruppo affronta un percorso alpino

Castelmagno, Cuneo, Valle Grana.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è chiara e diffusa, tipica di una giornata estiva in quota, e accentua il contrasto tra il verde dei prati e i colori accesi degli abiti. L’immagine ritrae 18 persone che risalgono un pendio erboso. Sulla sinistra dell’immagine, in posizione più bassa, si vede il Santuario di San Magno con il suo campanile e una statua della Madonna. Gli escursionisti avanzano dal santuario verso il centro e la destra della foto, percorrendo un terreno asciutto e inclinato. Molti indossano magliette verde acceso e portano zaini tecnici, aiutandosi con i bastoncini da trekking per bilanciare il passo. Sullo sfondo si estendono i versanti alpini della valle.

Questa fotografia comunica il senso del cammino collettivo e della fatica condivisa. Racconta il passaggio dalla stabilità del luogo sacro alla sfida della natura aperta. La fila irregolare mette in luce l’impegno di ogni partecipante mentre il santuario resta alle spalle, punto fermo da cui ha origine la salita verso la montagna

Gianpiero Sardo

023 INDICAZIONE LUNGO IL SENTIERO

Indicazione lungo il sentiero

Il gruppo si ferma e osserva il paesaggio

Monte Pigna, Roccaforte Mondovì, Cuneo, Valle Ellero.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è intensa e filtra tra le chiome degli alberi, definendo i volumi del bosco e creando un gioco di ombre sul sentiero di ghiaia. Qui, 7 persone sono ferme in un momento di osservazione. Sulla sinistra dell’immagine la vegetazione è fitta e scura, mentre sulla destra il pendio degrada verso la valle, protetto da una corda tesa su pali di legno. In primo piano, un escursionista in maglietta verde indica un punto verso l’orizzonte, guidando lo sguardo dei compagni. Poco sotto il sentiero, tra le foglie, si scorge una piccola costruzione in pietra.

Questa fotografia comunica curiosità e scoperta condivisa. Racconta la sosta come momento per contemplare l’ambiente e orientarsi insieme nel cammino. Il gesto di indicare un punto lontano unisce gli sguardi verso una meta comune, trasformando il sentiero in un’esperienza di osservazione e profondo legame con la natura.

Gianpiero Sardo

024 CAMMINO TRA I PRATI DI MONTAGNA

Cammino tra i prati di montagna

Il gruppo percorre il sentiero tra alberi e pendii verdi

Monte Pigna, Roccaforte Mondovì, Cuneo, Valle Ellero.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è diffusa e brillante, illumina l’ampio pendio erboso e sfuma le vette in lontananza. L’immagine mostra un vasto prato inclinato verso destra, tagliato in diagonale da un sentiero chiaro. Un gruppo di escursionisti risale il tracciato suddiviso in piccoli gruppi: sulla sinistra, alcune persone camminano nell’ombra di un grande albero isolato, mentre altre proseguono la salita. Tra il verde dei versanti spiccano diverse magliette gialle che risaltano nel paesaggio.

Questa fotografia comunica il senso di libertà e la vastità dell’ambiente alpino. Racconta l’armonia di un cammino condiviso, dove la traccia del sentiero guida i passi del gruppo attraverso il silenzio della natura aperta.

Gianpiero Sardo

025 CAMMINO IN QUOTA TRA I PRATI

Cammino in quota tra i prati

Il gruppo attraversa l’altopiano erboso

Castelmagno, Cuneo, Valle Grana.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è morbida e uniforme, diffusa da nuvole basse che eliminano le ombre nette sul paesaggio. 22 persone attraversano un ampio prato di montagna coperto da erba alta e secca di colore giallo dorato. I partecipanti avanzano in una fila allungata che si muove da sinistra verso destra, mantenendo una distanza regolare. Le magliette verde acceso risaltano contro le tonalità calde del suolo e della vegetazione. Sullo sfondo si estende un orizzonte montano dai pendii dolci, con le vette parzialmente velate dalla nebbia.

Questa fotografia comunica un senso di ordine e calma nella natura selvaggia. Racconta la progressione silenziosa del gruppo lungo un sentiero invisibile, dove la linea dei camminatori diventa l’unico segno del passaggio umano in un territorio vasto e sospeso tra le nuvole.

Gianpiero Sardo

026 RITRATTO CON CAPPELLINO GIALLO

Ritratto con cappellino giallo

Guardando il sentiero

Serravalle Langhe, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è chiara e proviene dall’alto, illuminando il volto di lato per metterne in risalto i lineamenti e lasciando alcune zone in un’ombra morbida. In primo piano, un uomo è ritratto di profilo mentre volge il capo verso chi guarda, occupando la parte centrale e destra della scena. Indossa un cappellino giallo, una maglietta scura e uno zaino di cui si distinguono gli spallacci. Ha gli occhi leggermente socchiusi a causa della luminosità intensa e un’espressione assorta. Lo sfondo è sfocato e mostra il verde della vegetazione lungo il percorso.

Questa fotografia cattura l’istante in cui il cammino si ferma per creare un contatto visivo. Il gesto del voltarsi stabilisce una connessione diretta tra il protagonista e l’osservatore, trasformando un momento individuale in un incontro silenzioso immerso nella natura.

Gianpiero Sardo

027 INCONTRO SUL PASCOLO

Incontro sul pascolo

Il gruppo si ferma davanti a una mucca lungo il cammino

Castelmagno, Cuneo, Valle Grana.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è diffusa e uniforme, con le montagne sullo sfondo parzialmente velate da nuvole basse. L’immagine ritrae 9 persone su un prato di montagna lungo un sentiero in salita. Gli escursionisti indossano zaini e magliette verde acceso. Sulla destra, a circa 2,5 metri dal gruppo, una mucca nera con macchie bianche sosta nel pascolo, portando al collo un grande campanaccio. Un filo sottile delimita il recinto separando l’animale dai camminatori. Mentre 4 persone si fermano a osservare la mucca, altri volgono lo sguardo verso la valle o proseguono il passo lungo il tracciato.

Questa fotografia comunica il valore dell’incontro spontaneo tra l’uomo e la vita rurale. Racconta la curiosità della sosta e il rispetto dei confini del pascolo, dove il tempo del cammino si incrocia per un istante con il ritmo lento degli animali in quota.

Gianpiero Sardo

028 IL GRUPPO ATTRAVERSA IL PENDIO

Il gruppo attraversa il pendio

In fila lungo il prato, tra nuvole e cammino lento

Castelmagno, Cuneo, Valle Grana.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è diffusa e morbida, priva di ombre nette, e attenua i colori del paesaggio montano. 15 persone attraversano un ampio pendio coperto di erba secca, camminando in fila lungo una discesa. Gli escursionisti, dotati di zaini e bastoncini, sono distribuiti lungo una linea diagonale che taglia l’immagine. Sulla destra, le figure appaiono più vicine tra loro, mentre sulla sinistra si distanziano maggiormente. Sullo sfondo, le montagne sono parzialmente avvolte da nuvole basse che scendono lungo i versanti, creando una nebbia che abbraccia l’ambiente aperto e silenzioso.

Questa fotografia comunica il senso della progressione costante e della pazienza nel cammino. Racconta l’armonia di un gruppo che si muove all’unisono con il ritmo lento della montagna, dove la fila dei camminatori diventa una traccia umana che unisce la terra al cielo coperto di nubi.

Gianpiero Sardo

029 RITRATTO DEL GRUPPO NEL PAESAGGIO ALPINO

Ritratto del gruppo nel paesaggio alpino

Foto di gruppo

Castelmagno, Cuneo, Valle Grana.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è diffusa e leggermente velata, attenua i contrasti e rende l’atmosfera tranquilla. 20 persone sono raccolte in un prato di erba alta e dorata per una posa collettiva. Il gruppo forma una linea leggermente curva: sulla sinistra e sulla destra i partecipanti sono appena arretrati, rendendo l’insieme compatto e naturale. Molti indossano magliette verde acceso che creano un’uniformità visiva contro i toni chiari del pascolo. In primo piano l’erba copre parzialmente le gambe dei camminatori, mentre alle spalle del gruppo si aprono i pendii morbidi della montagna.

Questa fotografia comunica un senso di appartenenza e condivisione. Racconta la forza di un collettivo che si ferma per fissare un momento del cammino, dove le identità individuali si fondono in un’immagine corale immersa nella vastità dei pascoli alpini.

Gianpiero Sardo

030 SENTIERO TRA I PRATI IN FIORE

Sentiero tra i prati in fiore

Persona sul sentiero tra narcisi di montagna

Monte Pigna, Roccaforte Mondovì, Cuneo, Valle Ellero.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è morbida e uniforme, filtrata da un velo leggero che elimina le ombre nette e illumina la distesa di fiori. Un ampio prato si estende in primo piano, ricoperto di erba verde e piccoli narcisi bianchi che punteggiano il terreno. Un sentiero di terra chiara attraversa la scena con una curva morbida, portando l’attenzione verso la parte centrale dell’immagine, dove un uomo cammina immerso nel verde. Sullo sfondo, il paesaggio si apre in profondità con rilievi boscosi e cime montane più alte, dove si scorgono ancóra tracce di neve.

Questa fotografia comunica un senso di pace e contemplazione. Racconta il rapporto tra l’individuo e l’immensità della natura, dove il cammino tra i fiori diventa un momento di connessione con il silenzio e la bellezza dell’orizzonte alpino.

Gianpiero Sardo

031 SOSTA SUI GRADINI DEL SANTUARIO

Sosta sui gradini del santuario

Tre donne sedute davanti a un santuario di montagna

Santuario di San Magno, Castelmagno, Cuneo, Valle Grana.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è morbida e diffusa, illumina i volti in modo uniforme e rende i colori naturali. Tre donne siedono su una scalinata in pietra, affiancate e rivolte verso chi osserva. La figura al centro è leggermente avanzata con le mani intrecciate, mentre le due ai lati sono arretrate con le gambe incrociate, formando una composizione compatta. Tutte sorridono e indossano magliette verde acceso e zaini da trekking. Sullo sfondo sfocato si distinguono l’architettura dell’ingresso del santuario, le colonne decorate e la porta aperta.

Questa fotografia comunica un senso di distensione e amicizia. Racconta la sosta come un momento di riposo condiviso, dove la solennità del luogo sacro accoglie la spontaneità dei partecipanti in un clima di serena appartenenza al gruppo.

Gianpiero Sardo

032 RITRATTO LUNGO IL CAMMINO

Ritratto lungo il cammino

Volto sorridente durante il cammino

Trezzo Tinella, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è morbida e naturale, illumina il volto in modo uniforme e trasmette una sensazione di calore. In primo piano, una persona è inquadrata dalle spalle in su, rivolta verso chi osserva con un’espressione sorridente. Occupa la posizione centrale dell’inquadratura, indossando un cappellino con la scritta Italia e una maglietta rosa. Gli spallacci dello zaino sono ben visibili, mentre i capelli raccolti lasciano il viso scoperto. Lo sfondo è sfocato e mostra tonalità verdi della vegetazione, con la sagoma di un veicolo sulla destra priva di dettagli definiti.

Questa fotografia comunica gioia e accoglienza. Racconta la serenità di un momento del cammino, dove il sorriso della protagonista crea un contatto diretto con l’osservatore, trasformando l’esperienza dell’escursione in un incontro umano profondo.

Gianpiero Sardo

033 PAUSA CAFFÈ

Pausa caffè

Gruppo riunito al bar

Santuario di San Magno, Castelmagno, Cuneo, Valle Grana.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è diffusa e uniforme, priva di contrasti forti, e illumina morbidamente la scena conviviale. Un gruppo di persone è raccolto attorno a un lungo tavolo in legno all’aperto, nello spazio esterno del bar. Sullo sfondo si vede l’edificio in pietra del Santuario con le finestre dalle persiane marroni. I partecipanti sono distribuiti su più lati: in primo piano, una donna con lo zaino beve da una tazzina, mentre sul lato destro un uomo in piedi regge un vassoio con 2 tazzine. Sul tavolo sono presenti barattoli e tazzine in uso. Alcune persone indossano magliette verde acceso con il logo di Naturalmente, rendendo il gruppo visivamente riconoscibile.

Questa fotografia comunica il valore della convivialità e del riposo. Racconta un momento di socialità semplice dove il rito del caffè unisce i camminatori, trasformando lo spazio esterno del santuario in un luogo di incontro e condivisione dopo la fatica del percorso.

Gianpiero Sardo

034 ESCURSIONE CON LE CIASPOLE

Escursione con le ciaspole

In cammino su discesa innevata

Pian Muné, Paesana, Cuneo, Valle Po.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

Una forte luce solare proveniente da destra fa brillare la superfìcie innevata e proietta lunghe ombre verso sinistra. L’immagine ritrae 17 persone in discesa su un pendio bianco, lungo un sentiero già tracciato. Il gruppo segue una linea irregolare che curva dallo sfondo a destra fino a convergere verso il centro in primo piano. I partecipanti utilizzano ciaspole e bastoncini da trekking per mantenere l’equilibrio sulla pendenza. Ai lati del percorso la neve appare intatta e ondulata, mentre sullo sfondo a sinistra si estende un bosco di alberi spogli dai tronchi sottili.

Questa fotografia comunica il silenzio e la fatica misurata della montagna invernale. Racconta la traccia lasciata dal passaggio umano su un manto immacolato, dove il cammino collettivo diventa un disegno geometrico di ombre e passi che rompe l’uniformità della neve.

Gianpiero Sardo

035 SCIVOLARE INSIEME

Scivolare insieme

Momento di gioco sulla neve

Pian Muné, Paesana, Cuneo, Valle Po.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è forte e diretta, illumina la neve rendendola brillante e definendo chiaramente i movimenti della discesa. 5 persone scivolano lungo un accumulo di neve compatta, sedute una accanto all’altra su tracce scavate nel manto. In primo piano, una figura con pantaloni verde acceso scende con le braccia alzate. Ai lati, gli altri partecipanti scivolano in posizioni diverse usando le braccia per mantenere l’equilibrio. In alto, sulla sommità del cumulo, 2 persone restano in piedi a osservare la scena. Sullo sfondo, alberi spogli si stagliano contro un cielo azzurro e limpido.

Questa fotografia comunica un senso di spensieratezza e divertimento. Racconta come la neve possa trasformarsi in un terreno di gioco collettivo, dove la fatica dell’escursione lascia spazio a un momento di gioia condivisa che unisce i partecipanti nel piacere della discesa.

Gianpiero Sardo

SEZIONE 3: Il Quartiere con Occhi Nuovi

C_Introduzione Il Quartiere con Occhi Nuovi

Il Quartiere con Occhi Nuovi

Alba ha un quartiere che si chiama Moretta. Ha strade strette, palazzi ocra, una meridiana che dice: il sole sorge per tutti. E ha un gruppo di persone che lo attraversa a piedi, lentamente, con occhi nuovi.

Questa sezione è la più urbana della mostra. Quattro fotografie, quattro momenti di un percorso che trasforma il marciapiede in sentiero e il quartiere in paesaggio.

Si comincia con un attraversamento pedonale davanti al Santuario della Madonna della Moretta: dodici persone attraversano la strada sulle strisce, e in prima fila c’è una carrozzìna elettrica che guida il gruppo. Non segue, guida.

Poco oltre, un uomo esce da un locale per salutare. Tiene tra le braccia un cane di piccola taglia a pelo raso nero che porta in bocca un ciuccio. Il gruppo si ferma, sorride, riparte.

Poi c’è il forno: il titolare in divisa bianca porge dei grissini integrali lunghi e caldi. Un uomo si china per riceverli con attenzione. È un gesto antico, il dono del pane, che qui si ripete in mezzo al cemento e ai cavi elettrici.

L’ultima fotografia si alza verso la meridiana dipinta sulla facciata in mattoni rossi. In basso, un uomo cammina verso l’obiettivo con un sacchetto contenente il pane ricevuto in dono poco prima.

Camminare nel quartiere con occhi nuovi significa trovare il paesaggio dove non lo si cerca. Significa che la soglia di un forno è già un incontro, e un attraversamento pedonale può essere un gesto di comunità.

Raffaella Giampà, Gianpiero Sardo

036 CAMMINARE NEL QUARTIERE MORETTA

Camminare nel quartiere Moretta

Gruppo di cammino ad Alba

Santuario Madonna della Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa verticàle a colòri, 22 per 33 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 30 per 40 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è diffusa e illumina l’intero contesto urbano in modo uniforme. 12 persone attraversano la strada sulle strisce pedonali, muovendosi da destra verso sinistra. In primo piano, una persona su una carrozzìna elettrica procede in autonomia guidando il gruppo, mentre gli altri partecipanti seguono sùbito dietro con andatura coordinata. Sullo sfondo si eleva il Santuario della Madonna della Moretta, caratterizzato da mattoni a vista, portici ad archi e una cupola sormontata dalla statua della Madonna, che risalta contro un cielo azzurro velato da nuvole bianche.

Questa fotografia comunica l’inclusione e il ritmo della vita cittadina. Racconta il valore del movimento condiviso e dell’abbattimento delle barriere, dove il cammino collettivo attraversa lo spazio urbano unendo le persone nel cuore della comunità di Alba.

Gianpiero Sardo

037 UN SALUTO LUNGO IL CAMMINO

Un saluto lungo il cammino

Un uomo saluta sollevando il suo cane

Quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è chiara e diretta, illumina i protagonisti e mette in risalto i colori del mosaico sullo sfondo. In primo piano, un uomo sorridente è ritratto a mezzo busto mentre esce da un locale per salutare il gruppo. Tiene tra le braccia un piccolo cane a pelo raso nero con zampe marroni; l’animale indossa un giubbotto e tiene curiosamente in bocca un ciuccio marrone. Alle loro spalle, si vede la vetrina del locale e una parete esterna rivestita da un mosaico di piastrelle quadrate bianche, beige, arancioni e marroni che incornicia la scena.

Questa fotografia comunica simpatia e vicinanza umana. Racconta un momento di sosta imprevisto dove la curiosità per l’animale e il calore di un saluto trasformano il cammino urbano in un’esperienza di autentica condivisione cittadina.

Gianpiero Sardo

038 GRISSINI IN DONO

Grissini in dono

Incontro spontaneo durante il percorso urbano

Quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è diffusa e illumina la scena in modo uniforme, facendo risaltare i toni caldi degli edifici sullo sfondo. Sul marciapiede in primo piano a destra, il titolare di un forno indossa una divisa bianca e un cappellino mentre porge alcuni lunghi grissini integrali. A sinistra, un uomo in giacca scura e berretto nero si china in avanti per riceverli, osservando il dono con estrema attenzione. Dietro di lui, una terza persona assiste allo scambio. Gli edifici ocra e gialli del quartiere Moretta incorniciano il momento, contrastando con il grigio neutro del piano stradale.

Questa fotografia comunica il valore della generosità e del legame con il territorio. Racconta un gesto semplice di accoglienza cittadina, dove il dono del pane diventa un momento di riconoscimento e di calore umano che interrompe piacevolmente il cammino del gruppo.

Gianpiero Sardo

039 CAMMINARE NEL QUARTIERE MORETTA

Camminare nel quartiere Moretta.

Tra le vie di Alba.

Quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa verticàle a colòri, 22 per 33 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 30 per 40 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è diffusa e uniforme, illumina la facciata in mattoni rossi conferendole una tonalità calda. Al centro della parete spicca una grande meridiana dipinta con la scritta: Il sole sorge per tutti. In basso, la strada è animata dal passaggio del gruppo: in primo piano, un uomo con giacca e pantaloni di jeans cammina verso l’osservatore portando un sacchetto sotto il braccio. Alle sue spalle, altre persone avanzano senza fretta lungo il marciapiede. In alto, alcuni cavi elettrici attraversano trasversalmente lo spazio sopra la via, completando lo scorcio urbano.

Questa fotografia comunica il senso di uguaglianza e appartenenza. Racconta come il cammino urbano trasformi le strade del quartiere in uno spazio di condivisione, dove il messaggio di speranza della meridiana accompagna il passo quotidiano e collettivo dei partecipanti.

Gianpiero Sardo

SEZIONE 4: Quartiere e comunità in Festa

D_Introduzione Quartiere e comunità in Festa

Quartiere e comunità in Festa

Ci sono giorni in cui una comunità smette di essere un insieme di individui e diventa una cosa sola. Questa sezione racconta quei giorni: le feste, i cortei, i banchetti, i tamburi. Il parco De Gasperi del quartiere Moretta come spazio dove tutto si mescola e niente è formale.

Si comincia con Halloween: un corteo di maschere che avanza lungo la strada, con mantelli rossi, volti dipinti, sedie a rotelle e una croce bianca sullo sfondo dei vigneti autunnali. Poi due uomini, uno in costume da pagliaccio e uno no, che sorridono affiancati come se non ci fosse differenza. Perché non c’è.

Arriva l’autunno e con lui la brace. Un uomo in berretto azzurro lavora su un braciere a quattro gambe nel parco, smuovendo le castagne con gesti precisi. Poco dopo, due uomini tengono ognuno il proprio cartoccio di carta bianca e ridono verso chi guarda.

La festa porta anche la musica: un giovane rapper con una felpa grigia canta nel microfono senza palco, direttamente sul campo polivalente. Accanto a lui, due musicisti suonano il djembe su una panchina.

E poi i banchetti delle associazioni: La Lampada Magica, La Carovana, Scout Mondial, Donne in Nero per la Pace, Albesi in Folk, Italia nostra, il CAI di Alba. Ognuna con il proprio tavolo, i propri oggetti, la propria voce al microfono. La persona in carrozzìna con la giacca rosa è sempre al centro, sempre presente, mai marginale.

Si chiude con la piantumazione di un giovane albero: cinque mani che si tendono verso la terra appena smossa.

Raffaella Giampà, Gianpiero Sardo

040 IL CORTEO IN MASCHERA

Il corteo in maschera

Halloween inclusivo

Uscita dal Centro Ferrero, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è diffusa sotto un cielo coperto, illuminando uniformemente il gruppo che avanza lungo la strada asfaltata. In primo piano, circa 12 persone formano un corteo festoso rivolto verso chi osserva. A sinistra, un uomo con un mantello rosso e il volto dipinto di bianco apre la fila. Al centro, due persone su sedie a rotelle procedono accompagnate dai compagni di cammino. A destra, chiude il gruppo una figura con il volto truccato da teschio. Sullo sfondo, tra colline di vigneti e alberi autunnali dorati, spiccano un cancello rosso bordeaux, in alto a destra, una croce bianca.

Questa fotografia comunica il valore dell’inclusione attraverso la festa. Racconta come la spensieratezza di un momento mascherato unisca il gruppo in un cammino corale, trasformando la strada in uno spazio di partecipazione dove ogni passo o spinta diventa un gesto di appartenenza collettiva.

Gianpiero Sardo

041 IN COSTUME E SENZA COSTUME

In costume e senza costume

In cammino verso la festa

Quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è chiara e illumina frontalmente i due uomini, mettendo in risalto il contrasto tra i loro abiti. In primo piano, due figure sono ritratte affiancate e complici davanti a un edificio residenziale. A sinistra, un uomo indossa un costume da pagliaccio con giacca multicolore a righe e pallini, il naso rosso e il volto dipinto di bianco con dettagli colorati. A destra, il compagno non indossa maschere e veste una giacca nera sopra una felpa a righe. Entrambi sorridono verso chi osserva. Sullo sfondo si scorgono la facciata e i balconi della palazzina che delimita lo spazio del cammino.

Questa fotografia comunica il senso di appartenenza e la gioia della partecipazione. Racconta come il travestimento e la quotidianità convivano armoniosamente, celebrando un momento di vicinanza umana dove l’unico elemento essenziale è la condivisione serena dell’esperienza collettiva.

Gianpiero Sardo

042 PREPARAZIONE DELLA BRACE

Preparazione della brace

Cottura delle castagne

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è invernale e radente, e colpisce lateralmente la scena all’aperto mettendo in risalto il fumo. In primo piano, un uomo con un berretto azzurro e un giubbotto scuro lavora su un tavolo di legno. Davanti a lui poggia un braciere metallico a 4 gambe, da cui sale un fumo leggero nell’aria fredda. L’uomo, con le mani protette da guanti chiari, usa una spatola e una paletta per smuovere la brace con gesti precisi. Sul tavolo si trovano anche una ciotola metallica e un supporto a spirale. Alle sue spalle, una rete verde separa l’area dai giardini, dove sullo sfondo si scorgono alberi spogli, panchine e persone che parlano tra di loro.

Questa fotografia comunica il senso di attesa e il calore di una tradizione condivisa. Racconta un rito stagionale semplice che trasforma il parco cittadino in un luogo di ritrovo, dove il profumo del fuoco e delle castagne annulla la distanza tra le persone.

Gianpiero Sardo

043 LE CALDARROSTE

Le caldarroste

Castagne condivise

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce invernale e chiara illumina il campo da gioco e i volti dei protagonisti in modo uniforme. In primo piano, due uomini sono ritratti affiancati mentre tengono ognuno un cartoccio di carta bianca e una castagna appena presa. L’uomo a sinistra porta occhiali neri e un orecchino, mentre l’uomo a destra indossa un cappello di lana grigio e ha una barba corta. Entrambi sorridono verso chi osserva, vestiti con giacche trapuntate pesanti. Sullo sfondo, dietro di loro, si intravedono il palo di una porta da calcio e le sagome di alberi spogli e alcuni pini verdi.

Questa fotografia comunica il calore dei legami semplici e della convivialità invernale. Racconta come un piccolo dono della terra, condiviso in uno spazio comune, diventi un’occasione di gioia e vicinanza che scalda l’atmosfera del parco cittadino.

Gianpiero Sardo

044 DUE MASCHERE DIVERSE, UN GESTO CONDIVISO

Due maschere diverse, un gesto condiviso

Un abbraccio

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è morbida e naturale, diffusa uniformemente sui protagonisti e sullo sfondo sfocato di alberi autunnali. In primo piano, due persone in costume sono ritratte affiancate in un momento di vicinanza. A sinistra, una figura indossa una parrucca arancione voluminosa e un cappello scuro, sorridendo verso l’obiettivo mentre stringe un oggetto in legno. A destra, un’altra persona veste un abito scuro lucido e una maschera dorata a becco decorata con piume, mentre appoggia il braccio sulla spalla del compagno in un gesto d’affetto. Il contrasto cromatico tra l’arancione acceso e i toni metallici della maschera attira lo sguardo verso il centro dell’immagine.

Questa fotografia comunica il valore dell’amicizia, racconta come la maschera, anziché nascondere, diventi un pretesto per incontrarsi e condividere un gesto di calore umano, rendendo visibile il legame profondo che unisce i partecipanti.

Gianpiero Sardo

045 TUNNEL CON I CORPI

Tunnel con i corpi

Passaggio sotto le braccia

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa verticàle a colòri, 22 per 33 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 30 per 40 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è naturale e diffusa, leggermente fredda e priva di ombre nette. Al centro dell’inquadratura, una persona su sedia a rotelle indossa un piumino fucsia e tiene le mani in grembo. Attorno a lei, 6 persone in piedi formano un tunnel protettivo con i propri corpi. A sinistra, una figura in cappotto beige e, a destra, una in piumino grigio si piegano in avanti tendendo le braccia verso l’alto. Le mani si incontrano e si sovrappongono sopra la carrozzìna, creando una volta umana compatta. Sùbito dietro si distinguono altri partecipanti, mentre in fondo alla scena si intravede una coda di persone in attesa.

Questa fotografia comunica il senso di protezione e la forza della rete comunitaria. Racconta come un gesto collettivo e fisico possa creare uno spazio di accoglienza, dove il gruppo si trasforma in un’architettura umana per sostenere e celebrare il passaggio di ogni individuo.

Gianpiero Sardo

45_1_sintesi INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI I banchetti

INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI

I banchetti

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo

Fotografie a colori: alcune orizzontali, altre verticali con due immagini sovrapposte ciascuna, inserite in passepartout bianco e cornice in legno nero opaco da 30 per 40 cm, alta 1,5 cm.

Le immagini sono state scattate all’esterno, nel Parco De Gasperi del quartiere Moretta di Alba, all’interno del campetto polivalente di via De Gasperi, durante la stessa giornata invernale. La luce naturale è diffusa e uniforme, senza ombre marcate.

Questo gruppo di fotografie racconta un momento reale di vita comunitaria.

Nel parco, diverse associazioni di volontariato del territorio hanno allestito i propri banchetti, esponendo oggetti, materiali e lavori artigianali.

Sono presenti le Donne in Nero per la Pace, movimento pacifista, l’Associazione Pons, l’Associazione La Carovana, l’Associazione Scout Mondial e l’Associazione La Lampada Magica ETS.

Al centro non c’è il singolo, ma ciò che viene condiviso: i tavoli preparati, gli oggetti fatti a mano, gli striscioni, i gesti semplici di chi racconta il proprio impegno.

Ogni immagine è parte dello stesso momento: un pomeriggio in cui volontariato, creatività e partecipazione occupano lo stesso spazio e diventano visibili. Una comunità esiste quando le persone si incontrano e fanno qualcosa insieme..

Raffaella Giampà, Gianpiero Sardo

046 Gruppo Donne in Nero per la Pace e Associazione Pons

Gruppo Donne in Nero per la Pace e Associazione Pons

Incontro tra le associazioni

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa verticàle composta da due fotografìe orizzontàli a colòri, 22 per 15 centimetri ciascùna, disposte una sopra l’àltra, allestìta con passepartout biànco in un’unica cornìce in lègno nèro opàco da 30 per 40 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

La luce è naturale e diffusa, tipica di una giornata all’aperto che illumina in modo uniforme i due momenti documentati, sono presenti due scene sovrapposte che raccontano l’impegno artigianale ed il volontariàto

Nell’immagine in alto, cinque donne del Gruppo Donne in Nero per la Pace di Alba sono in piedi dietro un banchetto decorato con una ghirlanda argentata. In abiti invernali, mostrano con orgoglio creazioni artigianali in lana: scaldacollo e cuffie dai vivaci motivi multicolore. Sul tavolo sono esposti anche dolci fatti in casa, come crostatine e muffin confezionati con cura in sacchetti dai nastri gialli.

Nell’immagine in basso, lo sguardo si sposta sul banchetto del Lab. Cuciamoci dell’Associazione Pons, dove abbondano borse in tessuto e stoffe lavorate. Due donne siedono rivolte all’obiettivo con sguardo sereno e gentile, circondate dalla vegetazione del parco che incornicia questo momento di condivisione.

Questa composizione comunica il valore della creatività e del tempo dedicato alla comunità. Racconta come i lavori a maglia e il cucito diventino fili che intrecciano relazioni, trasformando un banchetto nel parco in un punto di incontro dove manualità e sapori semplici celebrano il legame tra le persone e il quartiere.

Gianpiero Sardo

047 Associazione La Carovana e Scout Mondial

Associazione La Carovana e Scout Mondial

Incontro tra le associazioni

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa verticàle composta da due fotografìe orizzontàli a colòri, 22 per 15 centimetri ciascùna, disposte una sopra l’àltra, allestìta con passepartout biànco in un’unica cornìce in lègno nèro opàco da 30 per 40 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

La luce è naturale e diffusa, tipica di una giornata all’aperto che illumina in modo uniforme i due momenti documentati, sono presenti due scene sovrapposte che raccontano l’impegno artigianale ed il volontariàto

Nell’immagine in alto, tre rappresentanti dell’Associazione La Carovana, un uomo con un cappello rosso natalizio, una donna con occhiali e giacca rossa e una bambina, sono ritratte dietro un banchetto con tovaglia chiara. Sul tavolo sono disposte ordinatamente magliette blu e borse di tela chiare. Dietro di loro è appeso uno striscione bianco con l’illustrazione di un carro d’epoca e la scritta “La Carovana ODV”, tutti e tre guardano verso l’obiettivo con espressione serena.

Nell’immagine in basso, l’attenzione si sposta sull’Associazione Scout Mondial. Un uomo con il fazzolettone giallo e bianco al collo rivolge il tradizionale saluto scout alla fotocamera, con la mano destra alzata all’altezza della spalla, le tre dita centrali sono tese e unite verso l’alto, mentre il pollice è ripiegato a coprire il mignolo.

Si trova dietro una serie di tavoli allineati dove sono esposti tessuti e capi di abbigliamento dai colori vivaci. Alle sue spalle campeggia il grande striscione dell’associazione. Lo sfondo, caratterizzato dalle reti metalliche e dagli alberi spogli del parco, unisce visivamente i due scatti nel medesimo contesto di partecipazione comunitaria.

Questa composizione racconta l’impegno delle associazioni nel sostenere il territorio, celebrando l’unione tra diverse realtà e generazioni che si incontrano per il bene comune.

Gianpiero Sardo

048 Associazione La lampada magica ETS

La lampada magica ETS

Incontro tra le associazioni

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale e diffusa di una giornata invernale illumina uniformemente il banchetto.

Due uomini dell’associazione “La Lampada Magica ETS” sono dietro un tavolo coperto da una tovaglia rossa. L’uomo a sinistra ha occhiali e giacca scura; quello a destra indossa un berretto nero e una tracolla arancione. Entrambi guardano verso l’obiettivo con espressione partecipe.

Sul tavolo sono esposti manufatti artigianali: ghirlande, gnomi e alberelli in stoffa. In primo piano, un cartoncino bianco riporta la scritta “LA LAMPADA MAGICA “. Sullo sfondo, oltre una recinzióne metallica, si estende il parco con alberi spogli e strutture per giochi.

Questa composizióne comunica il valore della partecipazióne attiva e della solidarietà comunitária, evidenziando l’impegno dei volontari nel presentare il proprio lavoro creativo.

Gianpiero Sardo

049 IL RAPPER

Il rapper

Voce al microfono

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

La luce naturale è diffusa e illumina uniformemente la scena all’aperto, nel Parco De Gasperi. In primo piano, un giovane uomo è ritratto a mezzo busto mentre canta con intensità. Indossa una felpa di pile grigio scuro con cappuccio alzato e logo dorato. Con la mano destra stringe un microfono nero con la punta blu, portandolo vicino alla bocca, mentre la mano sinistra ha l’indice teso di lato a segnare il ritmo. Il suo viso è inclinato e concentrato sulla performance. Sullo sfondo, completamente sfocato, si riconoscono la recinzione verde del parco, un edificio giallo ocra e la vegetazione invernale. Non c’è alcun palco; l’esibizione avviene direttamente sul campo da gioco.

Questa fotografia comunica l’energia della performance e la forza della voce. Racconta come uno spazio pubblico possa trasformarsi in un palco autentico, dove la musica diventa uno strumento di espressione e di incontro, celebrando l’identità e la passione del momento condiviso.

Gianpiero Sardo

050 TAMBURI

Tamburi

Suono dal vivo, senza palco

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è naturale e diffusa, leggermente fredda, senza ombre nette. La scena si svolge nel campo polivalente del Parco De Gasperi, con edifici residenziali e una recinzione sullo sfondo. A destra, due musicisti seduti su una panchina suonano un djembe, un tamburo a mano tenuto tra le ginocchia, mentre le mani battono il ritmo. A sinistra, un uomo con occhiali e giacca nera canta nel microfono. Accanto a lui, una donna con felpa blu ascolta.

La fotografia celebra l’armonia della collaborazione e la forza del ritmo condiviso, raccontando come un’area sportiva possa diventare luogo di espressione e identità per l’intera comunità.

Gianpiero Sardo

050_1 -A5- 051 a 054 sintesi – INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI

SINTESI – INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI

La parola alle associazioni

Quattro cornici in legno nero opaco, ciascuna delle dimensioni di 30 per 40 centimetri, con passepartout bianco e spessore di 1,5 centimetri. Le fotografie sono a colori: alcune sono singole e orizzontali, altre sono composte da due immagini disposte una sopra l’altra.

Le immagini sono state scattate all’esterno, durante la stessa giornata invernale, nel Parco De Gasperi del quartiere Moretta di Alba, all’interno del campetto polivalente di via De Gasperi. La luce è naturale e diffusa in modo uniforme.

A collegare visivamente gli scatti è la recinzione metallica sfocata sullo sfondo, presente in ogni scena.

Questo gruppo di fotografie documenta il momento degli interventi pubblici: associazioni, istituzioni e gruppi locali prendono la parola davanti alla comunità riunita nel parco.

Sono presenti il CAI di Alba, il Gruppo di cammino della Moretta, Italia Nostra, la Consigliera Comunale di Alba, l’Associazione La Carovana, Albesi in Folk e l’Associazione La Lampada Magica ETS.

L’attenzione è sulla parola condivisa: il microfono che passa di mano in mano, le persone che parlano e ascoltano, la presenza attiva di tutti. La persona in carrozzìna è sempre al centro della scena, mai ai margini.

Ogni immagine è parte dello stesso momento: un pomeriggio in cui il dialogo tra realtà diverse costruisce comunità.

Raffaella Giampà, Gianpiero Sardo

051 INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI

Incontro tra le associazioni

CAI Alba e Gruppo di cammino della Moretta

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa verticàle composta da due fotografìe orizzontàli a colòri, 22 per 15 centimetri ciascùna, disposte una sopra l’àltra, allestìta con passepartout biànco in un’unica cornìce in lègno nèro opàco da 30 per 40 centimetri, altézza 1,5 centimetri..

In un ambiente esterno, la luce naturale e radente di una giornata limpida invernale illumina le due scene dello stesso evento, collegate visivamente dalla recinzione sfuocata sullo sfondo che attraversa entrambi gli scatti.

Nell’immagine in alto, quattro persone sono ritratte a mezzo busto. Una donna con giacca tecnica rossa, socia del CAI di Alba, sorride mentre parla in un microfono. Accanto a lei, un uomo con berretto blu, anch’egli membro del CAI, osserva la scena. Completano il gruppo una donna con giacca bordeaux e, in primo piano, una persona con giacca rosa su sedia a rotelle, pienamente integrata tra i relatori.

Nell’immagine in basso, quattro rappresentanti del Gruppo di cammino della Moretta sono ripresi a figura intera. Una donna legge un foglio al microfono, tenendo una mano poggiata sulla spalla della persona in carrozzìna, situata al centro dell’inquadratura. Ai lati, un uomo con felpa scura e la donna con la giacca bordeaux seguono la lettura tra la vegetazione invernale del parco.

Questa composizione comunica il valore dell’inclusione e della parola condivisa. Racconta come il cammino comune, sostenuto dal CAI e dai gruppi locali, diventi un’occasione di ascolto reciproco, dove ogni partecipante trova il proprio spazio e la propria voce all’interno della comunità.

Gianpiero Sardo

052 INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI

Incontro tra le associazioni

Italia nostra e Consigliera Comunale Alba

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa verticàle composta da due fotografìe orizzontàli a colòri, 22 per 15 centimetri ciascùna, disposte una sopra l’àltra, allestìta con passepartout biànco in un’unica cornìce in lègno nèro opàco da 30 per 40 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale e radente di una giornata limpida invernale illumina le due scene dello stesso evento. Gli scatti sono collegati visivamente dalla recinzione metallica sfuocata sullo sfondo.

Nell’immagine in alto, tre membri dell’associazione Italia nostra (sezione Tutela degli alberi monumentali) sono ritratti in piedi. Alla sinistra della persona in carrozzìna, una donna in cappotto bianco imbottito parla in un microfono. Dietro di loro si trovano due uomini: uno con giacca blu e braccia incrociate e uno con giacca scura. Il gruppo è rivolto verso l’obiettivo in un momento di sensibilizzazione ambientale.

Nell’immagine in basso, la Consigliera Comunale di Alba, in rappresentanza dell’amministrazione cittadina, parla al microfono rivolgendosi ai presenti. Indossa una giacca di jeans sopra una felpa chiara e si trova alla destra della persona in carrozzìna. Alle sue spalle, una donna con giacca bordeaux segue l’intervento.

Questa composizione comunica l’importanza del dialogo tra cittadini, associazioni e istituzioni per la cura del patrimonio naturale. Racconta come la tutela degli alberi diventi un impegno civile condiviso, dove l’ascolto e la partecipazione rendono la comunità più attenta al proprio territorio.

Gianpiero Sardo

053 INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI

INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI

Associazione La carovana e Albesi in Folk

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa verticàle composta da due fotografìe orizzontàli a colòri, 22 per 15 centimetri ciascùna, disposte una sopra l’àltra, allestìta con passepartout biànco in un’unica cornìce in lègno nèro opàco da 30 per 40 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale e radente di una giornata limpida invernale illumina le due scene dello stesso evento. Gli scatti sono collegati visivamente dalla recinzione metallica sfuocata sullo sfondo che attraversa orizzontalmente l’inquadratura.

Nell’immagine in alto, la scena documenta l’intervento dell’Associazione La Carovana. Un uomo, posizionato sulla sinistra dell’inquadratura, parla al microfono rivolto verso un gruppo disposto a semicerchio. Al centro si trovano due persone in carrozzìna, tra cui la persona con la giacca rosa già vista sopra, circondate da altri partecipanti in piedi.

Nell’immagine in basso, la scena documenta l’intervento dell’associazione Albesi in Folk. Sulla sinistra, una donna con un lungo cappotto scuro trapuntato e una sciarpa rossa parla nel microfono rivolgendosi ai presenti. Sulla destra dell’inquadratura è seduta la persona in carrozzìna con giacca rosa, mentre all’estrema sinistra è visibile un grande altoparlante nero su stativo. Lo sfondo mostra i vialetti del parco e alcune panchine in legno.

Questa composizione comunica l’unione tra la sensibilizzazione ambientale e la valorizzazione delle tradizioni popolari. Racconta come l’impegno per il pianeta e l’identità del territorio si incontrino in uno spazio pubblico, creando un momento di condivisione inclusiva

Gianpiero Sardo

054 INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI

INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI

CAI : sempre presenti nelle nostre escursioni, grazie.

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

La luce è naturale, fredda e radente, tipica di una giornata invernale limpida. La scena si svolge all’esterno.

Al centro dell’immagine, un rappresentante del CAI di Alba parla al microfono. Indossa un berretto blu e una giacca scura ed è rivolto verso il pubblico. Alla sua sinistra, una donna con giacca bordeaux ascolta con attenzione, tenendo alcuni fogli tra le mani.

In primo piano, una persona in carrozzina con giacca rosa è seduta, orientata verso l’obiettivo.

L’immagine evidenzia la collaborazione tra realtà del territorio: l’incontro tra il CAI e La Lampada Magica ETS.

La presènza dei volontàri del CAI rènde possìbile la continuità delle escursióni in montàgna e sul territòrio: un aiùto fondamentàle che permètte ai partecipànti di imparàre e fàre grùppo, creàndo e rafforzàndo i legàmi umàni.

Gianpiero Sardo

055 LA FESTA DEGLI ALBERI

La festa degli alberi

Inaugurazione della piantumazione

Parco De Gasperi, quartiere Moretta, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce naturale è fredda e diffusa, tipica di una giornata invernale con cielo chiaro, e illumina la scena in modo uniforme senza ombre marcate.

Al centro dell’immagine è presente un giovane albero già messo a dimora, con un fusto di circa 7 cm di diametro, affiancato da due pali in legno utilizzati come sostegno. Attorno al fusto, quattro persone si avvicinano con le mani verso la terra, partecipando insieme al momento di inaugurazione dell’albero.

A sinistra è visibile un secchio azzurro; più mani raccolgono e tengono la terra scura alla base dell’albero, rendendo evidente il gesto concreto e condiviso.

I presenti sono rivolti verso l’obiettivo con espressioni distese e sorridenti; alcuni si chinano leggermente verso il terreno appena lavorato.

Sul fondo si estende il prato del parco, delimitato da una recinzione metallica; oltre, si intravedono alberi spogli, alcune strutture e il profilo delle colline.

L’immagine restituisce un gesto condiviso e concreto: la cura dello spazio comune, vissuta come momento collettivo.

Gianpiero Sardo


055_1 SEZIONE 5 Volti

E_Introduzione I volti

Volti

Non c’è didascalia che spieghi uno sguardo. Non c’è parola che contenga del tutto un sorriso colto di lato, o le mani di un uomo che parlano mentre la bocca è ancóra ferma.

Questa sezione è la più silenziosa della mostra. si tratta di fotografie in bianco e nero, realizzate quasi tutte, in ambienti interni con luce diffusa e sfondi neutri. Non c’è paesaggio, non c’è azione collettiva. C’è la persona.

Si comincia con le cornici: cinque persone raccolgono i propri volti dentro cornici vuote, sorridendo o guardando con calma. Poco dopo, tre persone preparano quelle stesse cornici, passando la spugna sul legno grezzo con gesti lenti e condivisi.

Poi arrivano i ritratti. Una donna con i capelli scuri e gli occhiali guarda direttamente verso chi la fotografa, con un sorriso appena accennato e una calma ferma. Un uomo con i capelli ricci e la barba corta ride verso qualcuno che non si vede, con i denti bianchi e la testa leggermente inclinata. Una donna parla di profilo, le dita aperte a segnare il ritmo. Un uomo con i capelli bianchi e la cravatta scura ha la bocca spalancata di gioia, le mani alzate come se stesse animando un racconto.

Ci sono occhi che cercano fuori dall’inquadratura, sguardi frontali che non chiedono permesso, due donne guancia a guancia con la stessa luce sul viso.

Raffaella Giampà, Gianpiero Sardo

056 LE CORNICI

LE CORNICI

Giocare con le cornici

Sala attività presso il Centro riabilitativo Ferrero, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è morbida e uniforme, diffusa nello spazio senza creare ombre marcate. Questa fotografia è stata scattata proprio durante la preparazione delle cornici per la mostra. Cinque persone sono raccolte dietro un tavolo disposte su due livelli distinti. Ciascuna tiene tra le mani una cornice vuota, portandola davanti al proprio volto. Nella parte superiore, due persone in piedi inclinano le cornici con gesti dinamici, mentre in basso tre persone sedute si avvicinano tra loro sorridendo o osservando l’obiettivo con calma. L’intreccio delle linee geometriche, creato dalle cornici che si sovrappongono e si sfiorano, mette in stretta relazione i volti dei protagonisti, trasformando lo spazio in una composizione corale e vivace che occupa armoniosamente l’intera inquadratura.

Questa fotografia comunica il senso della condivisione e della creatività nel gioco. Racconta come un oggetto semplice diventi uno strumento di relazione, permettendo alle persone di incorniciare la propria identità e la gioia dell’incontro in una composizione collettiva e affettuosa.

Gianpiero Sardo

057 LAVORI IN CORSO

Lavori in corso

Preparazione delle cornici per la mostra

Sala attività presso il Centro riabilitativo Ferrero, Alba, Cuneo.

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è morbida e diffusa, proveniente lateralmente senza creare ombre dure e rendendo ben leggibili i volti e i movimenti delle mani. Tre persone sono sedute attorno a un tavolo, profondamente impegnate nella preparazione manuale delle cornici. Davanti a loro, il piano di lavoro è occupato da materiali vari: si distinguono spugne abrasive, fogli, ritagli e le superfici ancóra grezze. Sulla sinistra, una persona sorride apertamente mentre passa la spugna su una cornice con un gesto ampio e continuo. Al centro, una seconda persona osserva il lavoro del compagno con un’espressione attenta e coinvolta, mentre sulla destra una terza persona tiene una cornice tra le mani, pronta a proseguire l’attività. La scena cattura un momento di operosità calma e collettiva, dove ogni movimento contribuisce a un obiettivo comune.

Questa fotografia comunica il valore del gesto condiviso e l’impegno nel prendersi cura del proprio lavoro. Racconta come la preparazione manuale diventi un rito collettivo, uno spazio di espressione che unisce le persone in un’azione concreta, celebrando la bellezza del fare insieme e la cura per ogni dettaglio necessario a dare vita alla mostra.

Gianpiero Sardo

058 DONNA GUARDA CHI SCATTA

Donna guarda chi scatta

Sorriso verso l’obiettivo

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è naturale e diffusa, si distribuisce in modo uniforme su tutto il viso della donna senza creare ombre nette o contrasti forti. Lei è ritratta al centro dell’inquadratura e rivolge lo sguardo direttamente a chi la osserva, con un’espressione composta e attenta. Ha i capelli lunghi e scuri che le scendono sulle spalle, circondando il volto, e indossa un paio di occhiali con la montatura spessa. Il suo sorriso è appena accennato, con le labbra chiuse, in modo del tutto spontaneo. Lo sfondo alle sue spalle è una parete chiara e neutra, priva di dettagli o arredi. La posa frontale trasmette una sensazione di calma ferma e definita.

Questa fotografia comunica un senso di calma e di presenza. Racconta la semplicità di un momento in cui ci si guarda negli occhi con naturalezza, mettendo al centro la persona e la sincerità di un’espressione rivolta direttamente a chi sta scattando la foto.

Gianpiero Sardo

059 PARLARE CON LO SGUARDO

Parlare con lo sguardo

Uomo con capelli neri ricci guarda leggermente di lato

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce arriva da un lato e illumina il volto in modo costante, creando un contrasto delicato che aiuta a distinguere bene ogni tratto. Un uomo è inquadrato di profilo, con il viso rivolto verso destra e lo sguardo diretto fuori dall’immagine. Ha i capelli scuri, corti e molto ricci, e una barba leggera che segue la linea della mascella. Il suo sorriso è ampio e spontaneo, con i denti visibili, e dà l’idea di un’espressione colta durante una conversazione piacevole. Lo sfondo è grigio e uniforme, senza alcun oggetto che possa attirare l’attenzione lontano dal protagonista. La posa della testa, leggermente inclinata, suggerisce un atteggiamento di ascolto e di curiosità verso ciò che sta accadendo intorno a lui.

Questa fotografia comunica un senso di apertùra e di vitalità. Racconta la naturalezza di un’espressione serena, mettendo al centro la sincerità di un momento di gioia colto durante un dialogo.

Gianpiero Sardo

060 PARLARE COL CORPO

Parlare col corpo

Donna di profilo parla con la mano aperta mentre regge un foglio

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è naturale e diffusa, distribuita in modo uniforme su tutta la scena. Una donna è ritratta di profilo mentre parla, rivolta verso destra. Ha i capelli lunghi e lisci e indossa una camicia con motivi decorativi. Con una mano stringe un foglio, mentre l’altra è sollevata con le dita aperte per accompagnare il ritmo delle parole. Le labbra sono appena socchiuse, colte nel momento del racconto. Sullo sfondo, una superfìcie riflette in modo sfocato il movimento di altre persone, suggerendo la presenza di uno spazio vivo e condiviso senza distogliere l’attenzione dalla protagonista.

Questa fotografia comunica l’energia del dialogo. Racconta come il corpo e le mani partecipino attivamente alla comunicazione, celebrando la bellezza di un momento di espressione sincera e l’intensità dello scambio tra le persone.

Gianpiero Sardo

061 IL SORRISO

Il sorriso

Donna con collana di perle

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è naturale e diffusa, distribuita in modo uniforme sul volto della donna senza ombre nette, è ritratta a mezzo busto, rivolta frontalmente verso chi la osserva. Ha capelli chiari e ondulati che le incorniciano il viso. Indossa un abito chiaro e una collana di perle che risalta con delicatezza sul collo. Il suo sguardo è diretto e sereno, con un sorriso naturale a labbra chiuse. Lo sfondo alle spalle è neutro e privo di dettagli. La posa frontale e la chiarezza dei lineamenti restituiscono un’immagine ferma, pulita e molto equilibrata.

Questa fotografia comunica un senso di eleganza e di serenità. Racconta la spontaneità di un ritratto pulito, dove la semplicità degli elementi mette in risalto la gentilezza del volto e la calma di un momento di incontro.

Gianpiero Sardo

062 LE MANI CHE PARLANO

Le mani che parlano

Uomo con entrambe le mani alzate nell’atto di parlare con enfasi

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è naturale e uniforme, distribuita su tutta la figura senza ombre forti, su uno sfondo neutro. Un uomo è ritratto di lato, rivolto verso destra, colto nel mezzo di una spiegazione. Indossa una camicia scura a piccoli pois con le maniche rimboccate. Il volto è ruotato e le labbra sono socchiuse, come quando si pronuncia una parola con attenzione. Entrambe le mani sono sollevate al petto, con le dita aperte in un gesto preciso che accompagna il discorso. La posizione delle braccia rende visibile l’energia del racconto, trasformando il movimento del corpo in una parte fondamentale del messaggio.

Questa fotografia comunica la forza del gesto nel racconto. Racconta come il movimento delle mani dia forma alle parole, celebrando l’impegno nel comunicare e la vitalità di uno scambio di idee sincero.

Gianpiero Sardo

063 IL SORRISO DI LATO

Il sorriso di lato

Donna ride verso qualcuno fuori campo, senza guardare l’obiettivo

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è naturale e chiara, proviene dall’alto e illumina il volto della donna mettendo in risalto la sua espressione spontanea, è ritratta a mezzo busto, girata di tre quarti verso destra. Ha i capelli corti e chiari, leggermente mossi, e indossa occhiali da vista con la montatura scura. Il suo sguardo è rivolto verso qualcuno fuori dall’inquadratura, non verso l’obiettivo. Il sorriso è ampio e naturale. Indossa una camicia chiara e lo sfondo alle sue spalle è sfocato e privo di arredi. La scena è interamente concentrata sul calore della sua espressione e sul momento di intesa che sta vivendo.

Questa fotografia comunica un senso di gioia e di partecipazione. Racconta la spontaneità di una risata sincera, celebrando la bellezza di un incontro e di un dialogo che avviene oltre i confini dell’immagine.

Gianpiero Sardo

064 IL NARRATORE

Il narratore

Uomo racconta con le mani

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è naturale e diffusa, distribuita su un fondo neutro che isola la figura. Un uomo è ritratto di lato, rivolto verso destra, colto mentre parla. Ha i capelli bianchi e una barba chiara. Indossa una camicia scura con le maniche rimboccate e un orologio al polso sinistro. Il viso è leggermente ruotato e le labbra sono appena socchiuse, come nel mezzo di una frase. Le mani sono sollevate davanti al corpo: una è aperta con le dita distese, l’altra è più chiusa, in un gesto che accompagna il ritmo del discorso. La posizione delle braccia suggerisce una narrazione calma, dove ogni movimento serve a dare peso alle parole dette.

Questa fotografia comunica il valore dell’esperienza e della memoria. Racconta come il racconto passi attraverso tutto il corpo, celebrando la saggezza di chi condivide la propria storia e l’intensità di un momento dedicato alla parola.

Gianpiero Sardo

065 SGUARDO LATERALE

Sguardo laterale

Donna seduta osserva fuori dall’inquadratura

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è naturale e diffusa, illumina il volto in modo uniforme senza ombre nette. Una donna è seduta in primo piano, con il busto ruotato verso destra. Ha capelli corti e mossi e indossa una maglia a righe. Le braccia sono raccolte davanti al corpo, mentre il viso è girato di lato e sollevato. Lo sguardo è rivolto con attenzione fuori dall’inquadratura, senza guardare l’obiettivo. All’orecchio sinistro si nota un orecchino circolàre. Sullo sfondo, l’ambiente è sfocato, lasciando tutta l’attenzione sulla sua espressione concentrata. La posa suggerisce un momento di calma e di attesa.

Questa fotografia comunica un senso di attesa e di riflessione. Racconta la curiosità di uno sguardo che cerca altrove, celebrando la naturalezza di un momento di ascolto e la profondità di un pensiero rivolto fuori dalla scena.

Gianpiero Sardo

066 SGUARDO FRONTALE

Sguardo frontale

Presenza calma e diretta

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è naturale, arriva dal basso e di lato creando un’atmosfera calda sul volto. Un uomo è ritratto a mezzo busto, frontalmente. Indossa un cappello panama in paglia, una maglietta e uno zaino. I capelli e la barba sono corti, brizzolati, con baffi e pizzo uniti ai lati. Il viso è rivolto leggermente verso l’alto e lo sguardo, calmo e assorto. Sullo sfondo si intravedono rami sfocati in una giornata luminosa. La posa trasmette equilibrio e quiete interiore.

Questa fotografia comunica un senso di pace e di introspezione. Racconta la serenità di una sosta e la profondità di un pensiero rivolto all’orizzonte.

Gianpiero Sardo

067 AMICIZIA

Amicizia

Due donne guardano verso la fotocamera

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è naturale e laterale, illumina i volti con morbidezza. Sullo sfondo si scorgono una recinzione metallica e rami di alberi invernali. Due donne sono ritratte in primo piano, guancia a guancia. A sinistra, la prima ha capelli a caschetto e indossa una sciarpa geometrica. Guarda verso l’obiettivo con un’espressione dolce. A destra, l’altra donna ha capelli lunghi e lisci, con occhiali da sole sulla testa come fascia. Sorride apertamente verso chi fotografa. Le loro espressioni serene riflettono un’intesa spontanea catturata con nitidezza.

Questa fotografia comunica un senso di calore e complicità. Racconta la bellezza di un legame sincero, celebrando la naturalezza di un momento condiviso e la gioia dello stare insieme.

Gianpiero Sardo

068 RACCONTI DI VITA

Racconti di vita

Un attivo uomo parla con la voce e con il corpo

Fotografìa orizzontàle in bianco e nero, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è naturale e diffusa su uno sfondo neutro. Un uomo è ritratto a mezzo busto, di lato. Ha capelli bianchi e sottili e porta occhiali leggeri. Indossa una camicia a quadretti fini con una cravatta scura. La bocca è spalancata in un’espressione di gioia intensa. Entrambe le mani sono sollevate al petto: la sinistra ha le dita raccolte, la destra è aperta e distesa. Il gesto è teatrale, come se l’uomo stesse animando un racconto con il movimento del corpo. La postura comunica un’energia vitale e travolgente.

Questa fotografia comunica un senso di libertà e di entusiasmo. Racconta la forza della narrazione, celebrando la vitalità di chi sa trasmettere gioia attraverso il gesto e la parola.

Gianpiero Sardo

SEZIONE: Tavolo Dedicato-Stampe 3D in Rilievo + Stampa Fornetto

95_a_Forn- Stampa in rilievo

Stampa in rilievo

L’albero

Formato verticale, dimensioni A4, 21 per 29,7 centimetri, l’ immagine è in bianco e nero realizzata su foglio bianco con tecnica a rilievo tramite fornetto (microcapsule termoespandenti), inserita in una cornice rettangolare nera opaca.

Il contrasto è netto: lo sfondo è bianco e l’immagine dell’albero è nera. Le parti scure risultano in rilievo, mentre le aree chiare restano lisce.

Al centro della composizione si sviluppa la sagoma di un albero che occupa la maggior parte dello spazio. Il tronco sale verticale e si divide progressivamente in numerosi rami sottili. La chioma è ampia, densa e irregolare, costruita da un intreccio fitto di linee in rilievo che suggeriscono foglie e ramificazioni minute.

Nella parte inferiore del foglio è presente una scritta in Braille: la sequenza di punti corrisponde alla parola “ALBERO”.

L’immagine è progettata per l’esplorazione tattile: il rilievo permette di percepire con le dita la struttura del tronco, l’apertura dei rami e la densità della chioma.

095_b_Forn – Funzionamento della stampa in rilievo

Funzionamento della stampa in rilievo

Gergalmente chiamata “con fornetto”

Approfondimento

_____sistemare___________il termine fornetto è il nome colloquiale che si usa per questo tipologia di lavoro

La stampa a rilievo con fornetto è una tecnica che rende immagini e contenuti visivi accessibili anche attraverso il tatto, utilizzando una carta speciale contenente microcapsule sensibili al calore.

L’immagine può essere realizzata in diversi modi: stampata con una stampante laser, fotocopiata oppure disegnata a mano con matita o pennarello.

Il foglio viene poi inserito in un dispositivo riscaldante, chiamato comunemente fornetto.

Durante il passaggio nel fornetto, il calore attiva le microcapsule presenti nelle zone scure: queste si espandono e creano un rilievo percepibile con le dita, mentre le parti chiare restano lisce.

In questo modo, linee, forme e testi diventano leggibili attraverso l’esplorazione tattile.

È possibile realizzare mappe, grafici, disegni e anche testi con punti simili al braille; per una scrittura braille corretta si utilizzano strumenti specifici.

Questa tecnologia facilita l’accesso alle informazioni per le persone non vedenti e ipovedenti, trasformando contenuti visivi in forme tattili esplorabili.


3D stampa in rilievo di circa 100 cm – Multimediale – SOSTA PRESSO LA BAITA ERICA

097_A_foto SOSTA PRESSO LA BAITA ERICA

SOSTA PRESSO LA BAITA ERICA

Foto di gruppo

Monte Pigna, Roccaforte Mondovì, Cuneo, Valle Ellero.

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente esterno, la luce è naturale e diffusa, filtrata da nuvole leggére; illumina in modo uniforme la scena, senza ombre marcate. Davanti a un rifugio montano con facciata in legno scuro e pietra chiara, sono presenti venticinque persone disposte su tre livelli: alcune accovacciate in prima fila, altre in piedi e altre leggermente rialzate. Indossano quasi tutti una maglietta verde acceso. Molti tengono bastoncini da cammino e portano zaini. Le posture sono varie, i corpi vicini. L’insieme è frontale e compatto. L’uniformità delle magliette crea coesione visiva, mentre i volti e i gesti restano distinti. In basso a destra è presente uno zaino appoggiato a terra.

Questa fotografia comunica il senso di coesione e l’amore per la natura. Racconta di una giornata di amicizia e sport all’aria aperta, celebrando la forza del gruppo e la bellezza dell’escursionismo condiviso in un paesaggio autentico.

Gianpiero Sardo

097_b_3D- FOTO: SOSTA PRESSO LA BAITA ERICA

Stampa in rilievo con tecnologia 3D

SOSTA PRESSO LA BAITA ERICA

Foto di gruppo

Monte Pigna, Roccaforte Mondovì, Cuneo, Valle Ellero.

Formato orizzontale con rapporto 4:3, dimensioni 100 × 75 centimetri, realizzata in materiale plastico di colore grigio chiaro. La superficie è modellata a rilievo ed è progettata per l’esplorazione tattile. La cornice corre lungo il bordo ed è di colore nero opaco.

L’immagine rappresenta un gruppo di persone riunite. I volti e le parti principali del corpo emergono dalla superficie con diversi livelli di profondità, permettendo di distinguere le forme attraverso il tatto.

La composizione è centrata sul gruppo: le figure sono ravvicinate, orientate verso l’osservatore. I volti sono elementi principali della lettura tattile e presentano variazioni di rilievo che permettono di percepire lineamenti, posizione degli occhi, del naso e della bocca.

Sullo sfondo, a un livello di rilievo più basso, è possibile percepire il profilo di una baita di montagna, che definisce il contesto della scena senza interferire con la lettura delle figure in primo piano.

La superficie non è liscia: alterna zone più alte e più basse che guidano il movimento delle mani. I passaggi tra le forme sono morbidi, senza spigoli netti, per facilitare un’esplorazione continua e naturale.

Durante il passaggio della mano sopra la superficie e in prossimità dei volti, il sistema interattivo attiva contenuti audio: una telecamera posta sopra l’opera rileva la posizione della mano e, in base al punto toccato, attiva voci e suoni diffusi da diffusori audio collocati ai lati.

L’opera è pensata per essere fruita direttamente con le mani, trasformando l’immagine in un’esperienza multisensoriale che integra tatto e ascolto.

A.P.


99_BCK- POSTURA CONSAPEVOLE

Postura consapevole

Calma e attenzione in un momento di attesa

Fotografìa orizzontàle a colòri, 33 per 22 centimetri, allestìta con passepartout biànco e cornìce in lègno nèro opàco da 40 per 30 centimetri, altézza 1,5 centimetri.

In un ambiente interno, la luce è naturale e diffusa, illuminando uniformemente la scena senza ombre nette. Lo sfondo mostra pareti chiare e finestre sfocate sulla sinistra. Un uomo brizzolato è ritratto frontalmente a mezzo busto. Indossa una polo chiara. Le braccia sono saldamente conserte sul petto, le mani ben visibili sugli avambracci. Il viso è rivolto a sinistra; lo sguardo è diretto, stabile e calmo. L’espressione composta denota fermezza e controllo. La postura immobile e decisa suggerisce attesa consapevole e ascolto attento.

Questa fotografia comunica un senso di stabilità e di presenza equilibrata. Racconta la calma di una sosta riflessiva, celebrando la forza di una postura composta che unisce controllo e disponibilità all’ascolto.

Gianpiero Sardo

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