Due giorni in quota

Il gruppo di Montagnaterapia davanti al Rifugio Mondovì Havis De Giorgio, in Valle Ellero

ROCCAFORTE MONDOVÌ. Un passo dopo l’altro, il cammino che supera i propri limiti può portare molto in alto. Lo sanno bene i residenti del Centro di riabilitazione G. Ferrero e le educatrici, che insieme ai volontari del CAI (Club Alpino Italiano) e dell’associazione La Lampada Magica e.t.s. hanno celebrato nei giorni scorsi un traguardo fondamentale nel loro percorso di Montagnaterapia: un’escursione di due giorni tra i sentieri della Valle Ellero, a Roccaforte Mondovì, con pernottamento al Rifugio Mondovì Havis De Giorgio, a 1.761 metri di quota.

Nato due anni fa come un’esperienza graduale, iniziata con brevi passeggiate nei dintorni di casa, il progetto ha progressivamente alzato l’asticella, trasformando la montagna e l’atto stesso del camminare in una vera e propria scoperta. Ogni dislivello e ogni ostacolo incontrato lungo il tragitto si sono rivelati preziose occasioni di crescita personale e collettiva.

La Montagnaterapia si è confermata molto più di un semplice accompagnamento sportivo o ricreativo. È diventata uno spazio di scambio reciproco. Superare un percorso impervio per chi dubita delle proprie capacità, trovare la forza di non arrendersi, imparare ad adattarsi al passo degli altri o, al contrario, prendersi la responsabilità di stare in testa e dettare il ritmo all’intero gruppo: dinamiche che hanno permesso a ciascun partecipante sia di imparare dai volontari esperti, sia di trasmettere loro un insegnamento umano profondo. Nel tempo, la collaborazione si è trasformata in un gruppo solido e affiatato, fondato sul rispetto, sulla conoscenza reciproca e sul piacere di condividere la strada.

La due giorni in Valle Ellero (23-24 ottobre) è stata il coronamento di questo percorso di crescita. I partecipanti hanno dato prova di quanta strada sia stata fatta dall’inizio del progetto, dimostrando una spiccata capacità di fare squadra, gestire lo sforzo e rispettare le tempistiche del gruppo. Ad arricchire l’esperienza è stato l’impegno costante dei volontari del CAI, che, oltre a garantire la sicurezza lungo i sentieri, hanno stimolato la curiosità di tutti, raccontando aneddoti, storia e particolarità naturalistiche del territorio montano.

L’esperienza è stata finanziata dall’associazione La Lampada Magica e.t.s. e alcuni volontari sono stati coinvolti personalmente nella partecipazione. Uno di loro ha dichiarato:

“Questa avventura ha arricchito profondamente il nostro animo, regalandoci non solo un bagaglio prezioso di immagini, ma un vero e proprio patrimonio di memorie olfattive, tattili e sensoriali. Sicuramente questi elementi hanno il potenziale per diventare materiale unico all’interno della mostra multisensoriale ‘Tutti i sensi del cammino’, già amatissima dal pubblico albese lo scorso maggio 2026.”
Foto di gruppo dei partecipanti all'escursione di due giorni, davanti al rifugio in Valle Ellero
I partecipanti all'escursione lungo il sentiero in Valle Ellero, davanti a un cartello escursionistico

Foto: Gianpiero Sardo